Fabio è un maestro di chitarra battente e un profondo conoscitore delle tarantelle del Sud Italia. La sua ricerca musicale parte dalle antiche tarantelle terapeutiche legate al rito della “cura” contro il morso della tarantola, attraversa le sonorità del Gargano — dove ha incontrato e studiato con i cantori locali — e arriva fino all’Irpinia, sua terra di appartenenza. Lungo il percorso, ha affinato la tecnica ispirandosi a grandi maestri come Loccisano, fondendo così tradizione e innovazione in uno stile personale e riconoscibile.
La nascita dei Contacunti
Il suo amore per la musica popolare lo porta a diventare uno dei membri fondatori de I Contacunti, gruppo nato con l’intento di raccontare, attraverso canti e strumenti tradizionali, le storie e le atmosfere del Meridione. Con la sua chitarra battente, Fabio diventa presto una colonna sonora vivente del progetto, contribuendo alla costruzione di un repertorio autentico e coinvolgente.
Dalla musica all’apicoltura: una scelta di vita
Oltre alla musica, Fabio coltiva un’altra grande passione: l’apicoltura, che con il tempo diventa la sua principale attività. La difficoltà di conciliare il lavoro con le intense attività del gruppo lo porta, con rammarico ma anche con senso di responsabilità, a passare il testimone a Luca Di Iorio, sicuro che la continuità artistica dei Contacunti sarebbe rimasta in buone mani.
Un legame che continua
Sebbene non faccia più parte del gruppo a tempo pieno, Fabio non ha mai interrotto il legame con i suoi compagni di viaggio. Ancora oggi partecipa a reunion o interviene in sostituzione di Luca quando necessario. Non mancano le serate private, spesso attorno a una tavola imbandita, in cui tutti i membri dei Contacunti si ritrovano con le proprie famiglie, riscoprendo il piacere di suonare insieme senza palchi e senza formalità.
Custode di un patrimonio sonoro
Fabio Zuzolo Tufo resta una figura di riferimento nella musica popolare campana, un ponte tra le antiche tradizioni e le nuove generazioni di musicisti. La sua chitarra battente, carica di storia e sentimento, continua a far vibrare corde che non appartengono solo allo strumento, ma all’anima stessa del Sud Italia.