Nati da una semplice passione per i canti e le musiche della tradizione popolare del Sud Italia, i Contacunti sono oggi una delle realtà più autentiche e longeve nel panorama folk italiano. La loro storia inizia nei primi anni 2000, quando quattro giovani musicisti – Alessandro Iarrobino, Christian Žerjal, Fabio Zuzolo e Carmine Iarrobino – iniziarono a esibirsi durante le festività popolari, chiamandosi semplicemente Cantastorie. Armati di strumenti tradizionali come ciaramella, tamburello e chitarra battente, e talvolta strumenti di fortuna, portavano musica e allegria nelle piazze della Campania.
Dalla passione al progetto culturale
La svolta arrivò nel gennaio 2009, quando al nucleo originario si unirono Erminio La Frazia (fisarmonica e organetto) e Deborah Žerjal (voce). Il gruppo trovò la sua identità nel nome Contacunti, omaggio al “Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile e ispirato all'opera "La Gatta Cenerentola" di Roberto De Simone. Da quel momento, l'obiettivo divenne chiaro: raccontare storie di vita quotidiana e contadina, legate a riti, religione e folklore, attraverso spettacoli ricchi di melodie allegoriche e canti sacri.
La crescita artistica
Tra il 2010 e il 2011, il gruppo cambiò formazione. Deborah ed Erminio decise di lasciare i Contacunti per dedicarsi allo studio del canto lirico, mentre Erminio decise di intraprendere una diversa carriera professionale. Al loro posto arrivarono Carmen Iorio (voce) ed Enza Penta (fisarmonica). A gennaio 2011 i Contacunti costituirono ufficialmente un’associazione culturale e musicale, e vennero riconosciuti dal Comune di Venticano (AV) come gruppo di interesse territoriale durante le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Grazie alla collaborazione con artisti come I Tamburellisti di Torrepaduli, maestri della pizzica tarantata, i Contacunti cominciarono a viaggiare in tutta Italia, organizzando stage formativi, trasmettendo il sapere degli strumenti e delle danze tradizionali. È proprio durante questi incontri che si aggiunse Pasquale Vitiello. A completare la formazione arrivò Roberta Cammarano, ballerina di danze popolari, che introdusse l’elemento coreografico nei loro spettacoli.
Il debutto discografico: Ballanza
Nel 2013 il gruppo pubblicò il suo primo album, “Ballanza”, prodotto dalla Italian World Music. Un lavoro che fonde tradizione e creatività in otto brani, cinque dei quali inediti, ciascuno con un forte legame al patrimonio culturale del Sud:
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“L'Irpinia more e nasce”: un canto di rinascita post-terremoto dell'Irpinia.
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“Maria 'e Nardò”: basata sulle ricerce di Ernesto De Martino e Amalia Signorelli.
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“'A Luna e 'o Sole”: una fiaba musicale sulla ciclicità del tempo.
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“Al noce di Benevento”: evocazione delle leggende delle streghe beneventane.
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“E' bella sta tammorra”: un inno all’iconico strumento ritmico meridionale.
La critica accolse l’album positivamente, premiando l’autenticità del progetto e la sua capacità di rinnovare la tradizione. Nello stesso anno vinsero il Radix Folk Festival, guadagnando visibilità in numerosi festival di settore.
Tra partenze e nuove energie
Dal 2014 al 2016 il gruppo fu oggetto di una nuova ondata di cambiamenti: Christian e Roberta si trasferirono ad Amsterdam, Carmen fu sostituita da Maria Filomena Martignetti, cantante e attrice di teatro, e Fabio decide di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia e all'apicultura. Putroppo per i contacunti, dopo un breve periodo di circa due anni, ache Maria Filomena lasciò il gruppo seguendo l'amore e trasferendosi a Tenerife. Seguirono anni di pausa, intervallati da qualche reunion estiva. Nel 2020 i Contacunti decisero di rilanciare il progetto.
Alla formazione si unirono Luca Di Iorio (chitarra, polistrumentista e studente di conservatorio) e Gianluca Colella, altro autentico talento della musica folk, allievo di grandi nomi come Antonio Piccininno, Antonio Matrone e Marcello Colasurdo.
La formazione attuale e il futuro
Oggi i Contacunti sono così composti:
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Deborah Žerjal – voce
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Alessandro Iarrobino – fiati e voce
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Carmine Iarrobino – basso e voce
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Enza Penta – fisarmonica
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Pasquale Vitiello e Gianluca Colella – tamburi
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Luca Di Iorio – chitarra
Dopo oltre un decennio, i Contacunti non si considerano arrivati. Anzi, stanno già lavorando a un nuovo album, che promette di esplorare nuovi territori sonori restando fedele allo spirito delle radici. Inoltre, continuano a esibirsi in rassegne folk e iniziative culturali, promuovendo una visione della musica come strumento di identità, memoria e comunità.