Alessandro cresce in una famiglia in cui la musica non è soltanto un passatempo, ma una vera e propria lingua materna. Fin da bambino sviluppa un legame viscerale con gli strumenti a fiato: il suono del flauto e flauto traverso, la forza espressiva della ciaramella, il respiro antico delle canne popolari.
Bambino prodigio
All’età di sette anni inizia lo studio formale del flauto, dimostrando da subito un impegno e una dedizione fuori dal comune. Durante gli anni delle scuole medie partecipa a concorsi nazionali, conquistando importanti riconoscimenti: primo premio al Concorso Nazionale per Giovani Flautisti di Roma e menzione speciale al Festival dei Giovani Musicisti di Reggio Calabria l’anno successivo.
Studio rigoroso del flauto
Terminato il ciclo scolastico, perfeziona la tecnica e il repertorio grazie all’insegnamento di un maestro privato, che lo guida attraverso le sfumature del repertorio classico e contemporaneo. Tuttavia, il destino musicale di Alessandro prende una svolta decisiva quando entra in contatto con la musica popolare del Sud Italia: tarantelle, tammurriate, serenate e balli tradizionali diventano il nuovo orizzonte della sua ricerca sonora.
Finalmente i Contacunti
Spinto dal desiderio di dare nuova vita a queste tradizioni, fonda insieme al fratello Carmine Iarrobino, a Fabio Zuzolo Tufo e a Christian Žerjal il gruppo Contacunti: un ensemble che intreccia musica, racconti e teatro popolare. Nel gruppo Alessandro ricopre un doppio ruolo: intrattenitore e seconda voce, oltre a essere il principale interprete dei fiati tradizionali. Il suo arsenale sonoro include flauto traverso, ciaramella, friscalettu, piffero, flauti, ocarina e strumenti autocostruiti, che arricchiscono ogni esibizione di colori e sfumature autentiche.
Polistrumentista
Oggi Alessandro è riconosciuto come un polistrumentista capace di muoversi con naturalezza tra la musica colta e quella popolare, mantenendo vivo il filo che unisce l’eredità delle generazioni passate alle sensibilità del pubblico contemporaneo.